Come Usare il Corpo per Spegnere la Mente: 3 Semplici Tecniche

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tecniche di meditazione

“Colui che può dissolvere la sua mente scoprirà improvvisamente il Tao ai suoi piedi, e la chiarezza a portata di mano”. Lao Tzu – Hua Hu Ching

Oggi assistiamo a un gran fiorire di tecniche di meditazione e pratiche spirituali, una bellissima trasformazione del genere umano, che però non dovrebbe dimenticare che le antiche meditazioni includevano sempre una componente fisica di movimento, per motivi di salute direttamente collegati all’efficacia della stessa meditazione.

Passare tanto tempo in immobilità come fa chi medita a lungo, può portare troppa energia in alto e disequilibri energetici a svantaggio della salute fisica e della lucidità mentale.

Lo stesso concetto vale anche per chi non passa ore immobile a meditare, ma trascorre ore davanti allo schermo di un pc … generalmente la maggior parte delle attività odierne usano troppo il cervello e troppo poco il resto del corpo.

Insomma, l’antico concetto mens sana in corpore sano, è valido anche per la meditazione.

Forse non sai che oltre ai cinque sensi esterni abbiamo anche cinque sensi interni, tramite i quali il nostro corpo diventa il miglior strumento per rendere qualsiasi meditazione più efficace e metterci al sicuro da possibili “viaggi mentali” ingannevoli.

Esistono delle strategia per dare al corpo l’importanza che merita anche durante le tradizionali sessioni di meditazione da fermi, ecco 3 semplici modi per usare il corpo per spegnere la mente:

 

1. Rilassa lo sguardo e gli occhi

Dopo che hai assunto la posizione nella quale vuoi meditare, ancora con gli occhi aperti, comincia a rilassare lo sguardo, come se guardassi un orizzonte marino senza focalizzarti su niente.

Quando la visione comincia a sfocarsi, contatta la sensazione dei tuoi occhi e tieni la tua presenza su di loro: li sentirai mano a mano sempre più morbidi ed espansi.

Poi chiudili piano piano, mantenendo la tua presenza sugli occhi sempre più rilassati e quindi iniziando a meditare.

 

2. Ascolta il tuo respiro

Il respiro è il più facile strumento per portare consapevolezza e non perderci dietro ai pensieri.

Con gli occhi chiusi, semplicemente sii presente alla sensazione fisica del tuo respiro che fluisce, da fuori dal naso all’interno del corpo e dall’interno del corpo a fuori dal naso.

Ascoltalo con i tuoi sensi, senza forzarlo, fermarlo o trattenerlo.

Senti semplicemente il suo fluire libero.

Più resti in contatto senza interruzioni con la sensazione del respiro, più i pensieri non ti distolgono e piano piano spariscono lasciando spazio a nuove percezioni.

Dopo l’ascolto del respiro per un paio di minuti comincia a meditare.

Se ti accorgi che non riesci a tenere l’attenzione costante sul respiro, ti consiglio di allenare la tua presenza nel corpo contando il numero dei tuoi atti respiratori (un atto è un ispiro ed un espiro).

Arriva sino a 28 e se perdi il conto ricomincia da 1, sino a quando non completi i 28 respiri senza distrarti.

Puoi fare questo allenamento sul respiro in qualsiasi momento vuoi, non solo prima di meditare.

 

3. Ascolta tutto il tuo corpo

Porta la tua attenzione sulla parte sopra alla tua testa: i capelli, la cute del cranio.

Da lì scendi piano piano con la tua presenza consapevole in tutta la faccia e poi tutto il resto del corpo, procedendo dall’alto verso il basso, e arrivando sino ai piedi.

In pratica fai una scansione del tuo corpo, sentendo ogni parte e ogni sensazione si manifesti, senza interpretare o cercare il perché di ciò che arriva alla tua consapevolezza.

Probabilmente noterai che nel tuo corpo nascono sensazioni di espansione, calore, formicolii: non sono altro che l’estensione della tua percezione a stati sottili del tuo essere che di solito passano inosservati.

Resta con le sensazioni fisiche, se arrivano pensieri o ricordi lasciali scorrere senza farti “rapire” da essi, senza andargli dietro: piano piano spariranno. Dopo essere arrivato ai piedi comincia a meditare.

 

L’efficacia di questi semplici accorgimenti risiede nel fatto che quando portiamo l’attenzione ad una parte del corpo o a una sua funzione, attiviamo uno o più dei nostri cinque sensi interni raggruppati sotto il termine di propriocezione.

Nello specifico essi sono: il senso di pressione, calore, contrazione e rilascio muscolare, allineamento scheletrico, dolore (di solito solo il dolore ci porta veramente ad ascoltare il corpo, e questo avviene perché il corpo risponde al nostro non ascolto generando dolore).

L’attivazione dei sensi interni risveglia quella che viene chiamata “mente profonda” o “non-mente” : uno stato caratterizzato dall’assenza quasi totale o totale del pensiero razionale.

Puoi anche usare queste tecniche in sequenza dalla prima alla terza, otterrai un effetto più profondo.

Se sei una persona con una mente molto attiva e pensante, i primi tempi i pensieri potranno anche aumentare: non ti scoraggiare, continua ad applicarti e vedrai che mano a mano cominceranno a diradarsi.

E ricorda che la pratica è ciò che ci rende liberi dai condizionamenti.

Inoltre non dobbiamo dimenticare che meditare non significa solo stare seduti a gambe incrociate per ore ed esistono tantissime forme di meditazione dinamica e in movimento, eccone alcuni esempi:

 

A)  Qi Gong, Tai Chi, Yoga

Sono tutte discipline di origine orientale che prevedono i movimenti più appropriati da associare alle meditazione, in quanto si prendono cura del nostro riequilibrio energetico, aprendo meridiani e Chakra e unendo corpo con mente.

B)  Bioginnastica e antiginnastica

Se le pratiche orientali non ti convincono, esistono valide discipline tutte occidentali che prevedono un metodo di lavoro globale che ha come unico denominatore la persona nella sua unicità mente-corpo e il suo riequilibrio.

Tali pratiche si stanno diffondendo nelle palestre di tutta Italia.

C) Fai una passeggiata consapevole.

Una semplice passeggiata può trasformarsi in una vera e propria pratica meditativa, se mentre cammini tutta l’attenzione viene focalizzata sul corpo che si muove. Perché non provi la meditazione camminata?

D) Attività in palestra o una qualsiasi attività fisica. 

In realtà qualsiasi forma di sport e attività fisica possono essere trasformati in una forma di meditazione,  ad una condizione però: che ci si impegni all’ascolto del corpo mentre la si fa.

Lo scopo di tutto ciò?

Se il corpo è mantenuto attivo e consapevole, le funzioni vitali sono mantenute e stimolate, e quindi avremo meno tossine in circolo.

Allora la mente, anche la “mente profonda” del meditante, non sarà intossicata dal corpo e funzionerà meglio dando meditazioni lucide, radicate nella realtà.

E tu? Hai mai pensato all’importanza del corpo nella meditazione ?

Hai mai provato forme di meditazione in movimento?

Se l’argomento ti interessa e vuoi conoscere la più antica forma di meditazione in movimento che sta alla base di tutte le arti marziali…

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Cosimo Mendis

Cosimo Mendis è Maestro con 25 anni di esperienza in pratiche orientali per il benessere psico-fisico, crescita personale e spirituale, mindfulness. Ha seguito illustri maestri sia taoisti che di altre tradizioni, in California e in Europa. Fondatore della Scuola Chi Gung Way - Essenza Oltre la Forma - www.chigung.it - ha portato in Italia il Qi Gong della Via dell'Acqua.

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