Genitori e Figli: 6 Modi Controcorrente per Diventare un Ottimo Genitore

genitori e figli

 

“Devi permettermi di prendere le mie decisioni, di assumermi i miei rischi e di fare i miei errori, e lasciare che impari da essi.

Ho bisogno di imparare a camminare prima di poter correre.”

– E. L. James

 

Ci sono passato per tre volte e posso affermare che la nascita di un figlio ti sconvolge letteralmente la vita!

Nel bene e nel male.

Quando decidi di avere un figlio infatti, fai un salto nel buio, un grosso investimento a lungo termine. Quindi cerchi gli strumenti giusti per portarlo a buon fine.

Lasciami passare l’esempio : ” metteresti un milione di euro in un business del quale non hai il controllo? “

Ebbene, tralasciando il venale conto economico, l’investimento che hai fatto su tuo figlio, molto più importante in termini umani, supera alla grande il milione di euro, non credi?

Purtroppo però, riguardo all’essere ed al fare il genitore potresti essere vittima di molti pregiudizi e luoghi comuni che non funzionano più, come dimostrato dalla cronaca e come sanno bene quelli che con le conseguenze debbono poi farci i conti.

Potresti trovarti nella situazione in cui la relazione, che ritenevi valida con tuo figlio, ti sfugge di mano e non sai più letteralmente cosa fare.

Dopo un po’, potresti perdere la speranza e provare la sensazione che le vostre strade si siano definitivamente separate e che si stiano allontanando sempre di più.

Una situazione certamente spiacevole,  non ti pare?

La buona notizia è che sei ancora in tempo, fintanto che tuo figlio resta in casa, per rivedere il tuo stile genitoriale, ricucire meglio che puoi la relazione con lui e portare a buon fine il tuo investimento.

Ma devi subito fare i passi giusti e capire cosa cambiare nel tuo atteggiamento e nel tuo comportamento.

I genitori si dividono in 3 categorie:

  • Autoritari
  • Permissivi
  • Indecisi

E tu in quale ti riconosci?

Credi sia giusto esercitare autorità e potere su tuo figlio, limitarlo, sottoporlo alla disciplina, richiederne la sottomissione e l’obbedienza? Credi sia giusto punirlo?

Oppure sei tra quelli che lasciano al figlio tutta la libertà, non gli impongono nessuna limitazione ed affermano orgogliosi di odiare i metodi autoritari?

Oppure non sai esattamente quali dei due sistemi educativi scegliere e, di conseguenza oscilli continuamente alla ricerca di una via di mezzo?

Tutti i modelli sopra citati, sebbene in misura variabile, non sono efficaci perché hanno un comune denominatore che li rende negativi, perché tutti prevedono un vincitore ed un perdente:

  • Metodo autoritario: vinci tu e perde tuo figlio
  • Metodo permissivo: perdi tu e vince tuo figlio
  • Se sei indeciso: perdono tutti

Tuttavia ti rivelo che esiste una terza via, che avvalendosi dei procedimenti del problem-solving (soluzione dei problemi) utilizzato da aziende e gruppi, può aiutarti ad avviare una relazione educativa senza perdenti.

Viene insegnata nei gruppi P.E.T e descritta nel libro “Genitori Efficaci” di Thomas Gordon.

Io e mia moglie abbiamo praticato sin dalla nascita di Giulia, la nostra prima figlia, i concetti proposti in questo libro ricevendo stimoli di crescita personale e suggerimenti efficaci, per instaurare relazioni significative con i nostri tre figli ai quali siamo uniti da un profondo affetto e che stanno imparando come far fronte in autonomia ai propri problemi.

Ti esporrò ora 6 idee controcorrente, in completa rottura con i pregiudizi che imperano sul ruolo del genitore e che noi pratichiamo quotidianamente:

 

1. Sii te stesso

Sotto il peso della responsabilità infatti, potresti essere indotto ad avere comportamenti che non corrispondono a ciò che senti veramente.

In buona fede, come genitore, potresti imporre a te stesso una falsa identità.

Prova a chiederti: per quanto tempo riuscirò ad ingannare mio figlio?

In una relazione così intima e speciale è impossibile per te tenere nascosto a tuo figlio ciò che provi veramente.

Per essere genitore non devi essere perfetto, sentiti libero di esprimere i tuoi veri sentimenti essendo una persona autentica con i suoi lati positivi ed i suoi difetti.

Infondo sei soltanto un essere umano, no!:-)

 

2. Sii chiaro su ciò che accetti e ciò che non accetti nel comportamento di tuo figlio

Lui è una persona unica e diversa da te.

Nonostante i suoi pregi, probabilmente ha anche caratteristiche che non ti piacciono e che per te è difficile accettare. Non sentirti in colpa per questo, se ci pensi, anche il tuo migliore amico ha qualcosa che non accetti in una qualche misura.

Perché dovrebbe essere diverso per tuo figlio?

Dopo tutto, la tua capacità d’accettazione non può essere sempre uguale, ma varia a seconda dello stato d’animo che provi.

Tuttavia se tuo figlio fa qualcosa che tu non ritieni accettabile dovresti dirglielo e chiedergli di smetterla.

Facendogli sapere quali sono i comportamenti che disapprovi e che non lo rendono accettabile lo responsabilizzi.

 

3. Non cercare di essere sempre coerente

Non è possibile per nessuno essere sempre coerente, quindi perché dovresti pretenderlo da te stesso.

Il monito che viene rivolto dagli “esperti” di essere a tutti i costi coerenti, in realtà produce un effetto dannoso, quello di spingere i genitori a recitare la parte di chi ha sempre gli stessi sentimenti.

 

4. Perché mai dovresti fare sempre fronte unito con l’altro genitore?

Secondo questo vecchio luogo comune infatti i due genitori dovrebbero sempre spalleggiarsi per “vincere” sul figlio, facendogli credere che la pensano allo stesso modo anche se non è vero.

Non ti sembra un atteggiamento sleale che pone i genitori nella condizione di essere falsi?

 

5. Accetta ciò che tuo figlio vuole comunicarti, non censurarlo

Accettare i figli per come sono è una vera sfida, a causa della nostra incapacità di ascoltare.

Tuttavia escludendo quei comportamenti che sono oggettivamente inaccettabili e che, come ti ho già detto dovresti apertamente chiedergli di evitare, per il resto comunicagli aperta accettazione.

La maggioranza dei genitori crede di non dover comunicare accettazione al figlio per come è.

Questa convinzione si basa su di un vecchio pregiudizio in base al quale ripetendogli continuamente ciò che non va bene in lui se ne possa ottenere un cambiamento in meglio.

 Niente di più sbagliato e controproducente per due buoni motivi:

– Secondo un proverbio che recita “Ripeti spesso a tuo figlio che è cattivo, e quasi sicuramente lo diventerà”, nella realtà i figli diventano esattamente come i genitori li descrivono.

Come genitore hai un grande potere su tuo figlio, lui dipende quasi completamente da te e, pur di assicurarsi la propria sopravvivenza potrebbe essere addirittura disposto a forzare le proprie naturali inclinazioni.

 

– Sentirsi accettato da te è vitale per tuo figlio perché lo rende più sereno, aperto e capace di confidarsi.

 Solo sentendosi accettato può condividere con te i suoi problemi, sapendo che lo sostieni nel cammino che sta facendo per crescere e diventare più responsabile.

Dire che ami tuo figlio pertanto non basta se non sai come comunicargli che lo accetti per quello che è.

Ti stai chiedendo cosa puoi fare per comunicargli accettazione?

Continua a leggere e troverai le risposte.

Infine l’ultimo punto, il più importante, fai dunque molta attenzione!

So che ti sembrerà strano ciò che sto per dirti e che probabilmente contrasterà molto con ciò che hai sempre creduto debba essere il modo di comunicare tra te e tuo figlio.

Se lui ti parla di un suo problema e tu lo:

  • giudichi
  • rimproveri
  • minacci
  • consigli
  • insegni
  • critichi
  • analizzi
  • minimizzi
  • indaghi

 In tutti questi casi, anche se involontariamente, gli stai comunicando che non lo accetti.

 Il modo migliore per non comunicare a tuo figlio accettazione è cercare di offrirgli la soluzione al problema o consolarlo.

Lui parla con te non perché vuole la soluzione, ma perché cerca il tuo sostegno emotivo.

 La soluzione ai suoi problemi la troverà, ma da solo!

So bene per esperienza personale quanto sia difficile ascoltare e non ti nascondo che sono arrivato a mordermi la lingua molte volte, ma ti assicuro che non c’è nient’altro di così efficace come l’ascolto passivo.

Sono certo di questo perché lo sperimento ogni giorno con i miei figli.

E’ pur tuttavia un dato di realtà che non sempre ed in ogni situazione è possibile restare completamente in silenzio.

Per questo motivo il Dott. Gordon suggerisce di utilizzare delle semplici “frasi- invito”: risposte che non veicolano idee, giudizi o sentimenti tuoi, ma sono semplici segnali di “via libera” che lo incoraggiano a parlare:

  • Capisco
  • Ah!
  • Non mi dire
  • Mmm
  • Davvero
  • Incredibile
  • Ma guarda un po’
  • Ah si?
  • Interessante
  • Ma veramente?
  • Raccontami
  • Di che si tratta?
  • Spiegati meglio
  • Vorrei sapere cosa ne pensi
  • Ti va di parlarne?
  • Parliamone
  • Cosa vuoi dire
  • Dimmi tutto
  • Parla, ti ascolto
  • Mi pare tu voglia dire qualcosa
  • Mi sembra sia molto importante per te

Ti garantisco che rimarrai sorpreso dalla reazione che avrà tuo figlio se applicherai queste semplici tecniche.

Non aspettarti però di imparare dall’oggi al domani tutta l’arte dell’ascolto passivo, come diceva mio nonno:”Non si abbatte una quercia con un solo colpo d’ascia”.

Può darsi che ti ci vorrà un po’ di tempo, ma non è difficile perché non devi ricordarti un gran che.

Prima di lasciarci, facciamo insieme una breve panoramica delle idee che possono ispirarti ad interpretare in un modo migliore il tuo ruolo di genitore, vincendo i pregiudizi:

 

– Sii te stesso

 – Sii chiaro su ciò che accetti e ciò che non accetti nel  comportamento di tuo figlio

 – Non cercare di essere sempre coerente

 – Perché mai dovresti fare sempre fronte unito con l’altro genitore?

 – Accetta ciò che tuo figlio vuole comunicarti, non censurarlo

 – Comunicagli accettazione attraverso l’ascolto passivo

 

Più riesci a stare in silenzio e meglio è, mostrati interessato a ciò che tuo figlio dice, sgombera la mente dai giudizi e dai pensieri automatici e goditi il fatto che semplicemente lui sia li con te e ti stia parlando.

Scoprirai cose di te che nemmeno potevi immaginare!

Spero sinceramente tu possa avere qualche beneficio da questo articolo.

Ti auguro di raccogliere a pieno i frutti dell’impegno che metterai nel migliorarti come genitore.

 

Mi farebbe davvero piacere sapere che ne pensi sull’argomento!

In particolare:

– Tendi ad essere un genitore autoritario o permissivo?

– Avevi mai sentito parlare di “ascolto passivo”?

– Hai mai provato a mettere in pratica questa tecnica coi tuoi figli?

Condividi la tua esperienza con tutta la community di Omnama e rispondi alle domande nei commenti qui sotto!

 

Giancarlo Bartoli

Sono G.Carlo Bartoli, vivo da 56 anni vicino al mare, nelle Marche. Con mia moglie Daniela ho avuto 2 figli, Giulia e Carlo + 1 , Francesco, dal precedente matrimonio. Più o meno ho fatto sempre l'imprenditore, ultimamente nel settore della Ristorazione. Spinto dal bisogno di risolvere il conflitto con la mia famiglia d'origine, studio da più di 30 anni il vasto tema del rapporto genitore-figlio. Dal luglio 2013 ho avviato il mio Blog www.genitori-e-figli.it

Un Commento

  • manu2015manu@outlook.com' nicol torres vega says:

    Giancarlo Grazie per aver condiviso la tua conoscenza di genitori e figli, sono veramente utili. saluti Nicol ( di mucho gusto )

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