Come Smettere di Mangiare (Troppo)

Soffri di fame nervosa?

Allora sai bene cosa significa cedere alla tentazione di mangiare come un forsennato e non riuscire a smettere di abbuffarsi…

È come se qualcosa di irrefrenabile ti spingesse verso il frigorifero…

E non riesci a trattenerti dall’ingurgitare qualsiasi cosa ci capita sotto mano.

Oppure a tavola, al termine del pranzo o della cena, tutti hanno terminato di mangiare ma tu non riesci a smettere di tagliare un’altra fettina di formaggio…

Ne sai qualcosa? fame nervosa

Solo chi ci è passato, chi ha provato almeno una volta l’esperienza di un’abbuffata incontrollata può capire come ci si sente dopo: ogni morso è un rimorso!

Al senso di colpa si aggiunge la frustrazione e la disistima nei confronti di se stessi, finché ci ritroviamo al punto in cui un’altra abbuffata sembra l’unica soluzione per mettere a tacere le emozioni negative che si accavallano.

Si innesca così, un circolo vizioso con ripercussioni negative non solo sulla linea, ma anche sulla salute fisica, mentale ed emotiva: quello che gli studiosi del comportamento alimentare definiscono EATING EMOZIONALE o più comunemente conosciuto come “fame nervosa”.

Questo disturbo, tra l’altro in costante crescita, viene definito dagli esperti “la situazione vissuta da quei soggetti che mescolano le emozioni con l’assunzione di cibo e usano il cibo per far fronte alle emozioni che ogni giorno incontrano“.

Il mangiatore emozionale cerca nel cibo un rifugio per trovare supporto e conforto quando si trova in situazioni di fragilità emotiva, magari perché è triste, sotto stress o semplicemente arrabbiato e annoiato.

Purtroppo i cosiddetti “cibi consolatori”, molto spesso non sono per niente sani, anzi, sono sempre quelli più ricchi di zuccheri e grassi, i maggiori nemici della linea e della salute.

La spiegazione di questo disturbo sembra risalire alle prime fasi della vita, quando la madre offre la poppata al bimbo che piange, anche se la fame non è il vero motivo del pianto.

Così facendo, inconsapevolmente, si crea nel bambino confusione tra lo stato di fame e la richiesta di affetto.

Come smettere di mangiare troppo? fame nervosa

Come uscire dal circolo vizioso?

Molto spesso la soluzione si trova nel riuscire a capire quali sono gli stati d’animo che ti portano a consumare il cibo come sfogo emotivo.

Ma come prendere coscienza delle emozioni che ci spingono verso gli eccessi di cibo?

So che non è facile, per questo voglio darti un aiuto concreto a riconoscere gli stati emotivi che più frequentemente portano a mangiare in modo eccessivo e ossessivo.

Prova a riconoscere qual è la situazione in cui ti ritrovi più spesso:

fame nervosa

#1. Il Cibo Per Calmare l’Ansia

Ansia, agitazione e nervosismo sono molto spesso gli stati d’animo che più frequentemente portano ad attacchi di fame incontrollati.

Come riconoscere la fame ansiosa?

Lo stato ansioso induce inconsciamente a consumare particolari tipi di alimenti che allentano la tensione.

Il desiderio di placare questa emozione attraverso il cibo si avverte soprattutto nei momenti in cui la tensione comincia ad allentarsi, come quando si torna a casa dal lavoro, oppure durante il week end.

In queste circostanze, si fa ricorso a cibi che “si sciolgono” come cioccolatini, caramelle, mentine, oppure a bevande come bibite, cappuccino, alcolici, o ancora a dolci cremosi come gelati, budini, dolci alla crema.

Alla base della ricerca di questi cibi c’è sicuramente la sensazione di piacere fornita dagli zuccheri, ma ci sono anche altri aspetti legati al mondo interiore.

Consumare cibi che “si sciolgono”, è come cercare inconsciamente di far fluidificare e svanire le nostre tensioni, i nostri disagi interiori.

Il nostro primo “sedativo” naturale d’altronde è stato il latte materno: una bevanda calda e dolce.

Quando da adulti ci troviamo in uno stato di tensione emotiva, cerchiamo di placarlo con cibi e bevande che ci ricordano l’atto del succhiare, e quindi la sensazione di appagamento che sperimentavamo quando venivamo allattati.

Che cosa fare?

Quando ti rendi conto che l’emozione che sta alla base della tua voglia sfrenata di cibo è l’ansia devi ricorrere a tecniche che allentino la tensione fisica ed emotiva.

Prima di aprire il frigo, prova a farti una bella tisana calda, oppure un bagno caldo.

Molto utili in questo caso sono le tecniche di rilassamento attraverso il controllo del respiro e la meditazione.

Rifugiati in un luogo tranquillo e silenzioso, mettiti in una posizione comoda e chiudi gli occhi.

Inizia a respirare lentamente, cercando di porre tutta la tua attenzione sull’inspirazione e l’espirazione.

Se fai fatica a rilassarti, aiutati ascoltando una musica distensiva.

fame nervosa

#2. Il Cibo che Riempie il Senso di Vuoto

Tristezza, malinconia, delusione ti provocano un pesante senso di vuoto interiore?

In questi casi il consumo emotivo di cibo diventa un vero e proprio “riempitivo”.

Come riconoscere la fame da senso di vuoto?

Forse il vuoto che senti dentro è dovuto a carenza di affetto?

Un amore fallito o finito, i figli che se ne vanno di casa?

In generale il senso di vuoto interiore è dovuto a tutto ciò che perdiamo nella vita (una persona cara, un lavoro che amavamo, anche delle semplici abitudini).

La sensazione di vuoto si associa quindi al senso di solitudine, di abbandono, di nostalgia, rimpianto e malinconia.

Oppure il tuo senso di vuoto è dovuto alla delusione?

Ti aspetti un riconoscimento, un apprezzamento o un ringraziamento che non arriva?

Il cibo, in questo caso viene usato in generale per colmare un vuoto che si è creato interiormente e, nel caso di una delusione, come sostituto di quel “premio”che non arriva quindi come auto-gratificazione.

In genere in questi casi si riesce a mangiare di tutto di più, anche a discapito del gusto, tipo una pizza, del cioccolato e ancora la pastasciutta della sera prima fredda e scotta…della serie “sono una pattumiera” 🙂

Oppure il tuo senso di vuoto interiore è dovuto alla semplice noia.

Non sai cosa fare, a quale attività dedicarti e il cibo diventa spesso la scappatoia più comoda, facile e immediata.

Che cosa fare?

Se riconosci che utilizzi il cibo per colmare un senso di vuoto che senti dentro, quello che devi fare è imparare a percepire il “senso di vuoto” da un punto di vista diverso.

Cambia prospettiva, vedi il tuo vuoto interiore non come qualcosa che vada riempito immediatamente e comodamente con il cibo, ma come l’invito a “fare spazio al nuovo”. 

Il vuoto che senti può essere la condizione ideale affinché entri qualcosa di nuovo e di inatteso nella tua vita.

Riempirlo con il cibo ti farà perdere questa occasione.

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#3. Il Cibo per Sfogare la Rabbia 

La rabbia è l’emozione che più frequentemente porta a mangiare in modo incontrollato. Soprattutto quando la rabbia viene “ingoiata”, cioè trattenuta e repressa anziché sfogata.

La rabbia trattenuta tenderà, prima o poi, a trovare delle “vie di fuga”.

Uno degli sfoghi privilegiati è proprio l’ingestione di cibo, per la sua capacità di “addolcire l’amaro in bocca”.

Come riconoscere la fame dovuta alla rabbia?

Durante un attacco di fame tendi a consumare cibi da “addentare”, masticare vigorosamente, sgranocchiare e mordere?

In questo caso, hai dentro di te della rabbia repressa.

L’azione energica dei denti e delle mandibole infatti, soddisfa il bisogno di liberarsi dagli impulsi trattenuti e repressi, che vengono così scaricati su cibi solidi, duri e croccanti.

In questo modo, la collera si placa, ma solo momentaneamente. È solo uno sfogo consolatorio e la rabbia che covi dentro rimarrà lì, e si trasformerà in rancore.

Questo è il modo peggiore per sfogare la tua aggressività perché è rivolta verso te stesso, diventa autopunitiva, perché finisce con il provocare danni solo a te stesso.

Un’altra caratteristica della fame emotiva dovuta alla rabbia è consumare il cibo di fretta, senza gustarlo, ma ingurgitandolo, ingoiandolo come la rabbia che cova dentro.

Cosa fare?

Se sei un mangiatore “rabbioso” la prima cosa che puoi fare e trovare un modo per sfogare la rabbia, naturalmente senza aggredire nessuno e scaricare tutta la tua rabbia addosso a persone che magari non centrano nulla.

Prendi a cazzotti un cuscino o sbatti in maniera energica due bottiglie di plastica vuote tra loro, finché non ti senti meglio.

Un’altra cosa che puoi fare è concentrare tutta la tua attenzione sul cibo che stai mangiando, al posto di addentarlo furiosamente, osservalo con attenzione, gustalo lentamente, assaporalo in ogni sua sfumatura.

Sii presente a te steso mentre mangi. Mangiare in modo consapevole sazia più facilmente e in modo duraturo.

Sei anche tu un mangiatore emotivo?

In quale stato emotivo ti sei ritrovato maggiormente?

Raccontami la tua esperienza lasciando un commento qui sotto!

[Fonte: Dimagrire con il Metodo Psicosomatico di Riza Psicosomatica]

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Silvia Poggiaspalla

Silvia Poggiaspalla è laureata in lettere e filosofia. Fin da giovanissima la sua grande passione è l’esplorazione dell’animo umano, passione che si traduce in anni di studi e ricerche sullo sviluppo e la crescita personale.

Insegna Yoga, adora l’alimentazione naturale e diffonde stili di vita salutari e consapevoli attraverso il web.

La grande passione per la vita e per il web si concretizza ogni giorno nel suo lavoro di blogger e si sposa perfettamente con la scelta di vivere in un piccolo paese in collina, in prossimità dei boschi, dove coltiva un orto e impara ogni giorno dalla natura, la sua unica vera insegnante.

La cosa che la rende in assoluto più felice?

Conoscere, imparare e condividere con gli altri le sue conoscenze.

9 Commenti

  • Avatar Marisa says:

    Ciao sono Marisa ho 45 anni. Sono passati 9 anni da un brutto incidente in macchina, dal quale sono uscita per miracolo, ma non sono più quella di prima. Ce la metto tutta, provo a stare su’ di morale, ma non è facile . Riempio il vuoto che sento dentro col cibo, sto malissimo e non so più come uscirne. Lo so che non è una situazione facile, ma se hai qualche consiglio da darmi ,mi farebbe molto piacere. Grazie.

    • Ciao Marisa, hai già sentito il parere di uno specialista? Se ce la stai mettendo tutta e non riesci ad uscire dalla situazione in cui ti trovi, allora sarebbe utile avere qualcuno che possa approfondire il tuo problema/trauma e seguirti da vicino. Un abbraccio di Luce <3

  • Avatar Monica says:

    Ciao,mi riconosco in diversi stati emotivi,non è facile uscire da questo vortice,combatto da anni con questa dipendenza dal cibo e mi sento sempre più sola….avverto un grande senso di impotenza e fallimento,mi rendo conto di non volerlo molto bene se mi faccio questo!!!!

  • Avatar memy says:

    credo di essermi riconosciuta in tutto quello che hai detto ,faccio parte un pò di tutti i gruppi io perchè mangio e ho la necessità di sgranocchiare,mangio dolce e salalto e salato e dolce ad intermittenza senza assaporarne il gusto,e mangio fino a quando non misiento pinea per colmare quel senso di vuoto per cosi dire..sto cercando si uscire da questo periodaccio da sola,ma è molto dura, le sto provando tutte e il senso di colpa che mi assale mi distrugge,la cosa che mi fa ancora più male è che sto lievitando come una mongolfiera,mi sento che sto proprio cambiando e non so come bloccare il tutto , ho paura di salire sulla bilamcia per vedere il disastro che sto combinando mangiando. ho deciso di impormi una piccola dieta equilibrata,dove cerco di mangiare tutto spero di riuscirci,quanto meno per perdere i kili che ho messo fino ad ora, prima mi “piacevo” non tantissimo,ma almeno riuscivo a guardarmi allo specchio…adesso neanche quello..

  • Avatar Michela Sciacovelli says:

    Ciao, sono Michela.
    Ho 23 anni e so che significa mangiare fino ad abbuffarti e non riuscire a smettere di mangiare. Essendo una studente di scienze dell’educazione a Rovigo, vicino Padova, posso dire che tu tante volte non mangi per fame, ma per scaricare la rabbia che hai dentro che provi verso qualcosa che ti fa stare male e hai questa compulsione che il tuo cervello non riesce a controllare e che vede il cibo come un modo di difendersi dal mondo, dai giudizi delle persone e molte volte quello che pensi degli altri e i giudizi degli altri te li porti dentro che l’unico modo, o uno dei tanti modi, è quello di mangiare abbuffandosi. Poi però ti vengono i sensi di colpa perché ti rendi conto che ti stai facendo male da sola, ti stai facendo danni, danni che possono venire a galla se continui così. Ma la cosa più frustrante è il momento della dieta perché sei abituato a mangiare che subito questo ti rende nervoso.
    Ti devi fare molta forza mentale perché è una cosa che ti sconvolge a livello mentale. E tutto questo fa abbassare la tua autostima pensando pensieri negativi fino a dire “non ce la faccio”, “è difficile” e stati ansiogeni dominano la tua mente.

  • Avatar Idebenone says:

    Il vuoto che senti può essere la condizione ideale affinché entri qualcosa di nuovo e di inatteso nella tua vita. Riempirlo con il cibo ti farà perdere questa occasione.3. IL CIBO PER SFOGARE LA RABBIALa rabbia è l’emozione che più frequentemente porta a mangiare in modo incontrollato. Soprattutto quando la rabbia viene “ingoiata”, cioè trattenuta e repressa anziché sfogata.La rabbia trattenuta tenderà, prima o poi, a trovare delle “vie di fuga”. Uno degli sfoghi privilegiati è proprio l’ingestione di cibo, per la sua capacità di “addolcire l’amaro in bocca”.Come riconoscere la fame dovuta alla rabbia?

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