Fame Nervosa? Ecco Come Fermarla!

fame nervosa

Quando parliamo di fame nervosa rimedi e suggerimenti per superarla sono preziosi per iniziare un percorso consapevole e fruttuoso.

Perché la fame nervosa è qualcosa che, come suggerisce il nome, è strettamente legato alla psiche e che in quanto tale deve essere affrontato con strumenti più specifici.

Del resto, ti è capitato di mangiare senza sapere il perché?

Come definiresti il tuo rapporto con il cibo?

Il mio è stato particolarmente disastroso fino a qualche anno fa.

Per quasi 8 anni sono stata una vera e propria mangiatrice emozionale.

Questo atteggiamento ha cominciato a manifestarsi al liceo, e si è protratto a fasi alterne durante tutta l’università.

Ero sistematicamente a dieta, naturalmente, ma finivo spesso per mangiare senza limiti qualunque cosa mi capitasse sottomano, soprattutto nei momenti di maggior stress.

Momenti che non sembravano smettere di ripetersi visti gli esami, i test continui e l’ansia da prestazione che il contesto scolastico porta inevitabilmente con sé.

La vera ragione del mio problema, come avrei capito più tardi, era legata ad una scarsissima (quasi nulla) fiducia in me stessa, la convinzione di non essere mai abbastanza brava o preparata per poter affrontare con successo le prove che mi si presentavano.

Condizionamenti sociali e familiari, mi portavano ad abbuffarmi per zittire quel senso di inadeguatezza, nel tentativo di sentirmi meglio, almeno per un po’.

E rimpiazzare così quello stato negativo in qualcosa di più piacevole.

Oggi sono felice di poter affermare che la mia relazione con il cibo non è mai stata più equilibrata.

I cicli di fame nervosa si sono fermati e non alterno più abbuffate fuori controllo a periodi di dieta ferrea per rispondere al senso di colpa.

Non nutro più le mie emozioni con il cibo ma ascolto il mio corpo per fornirgli solo ciò di cui ha effettivamente bisogno.

Se sei un mangiatore emozionale, sappi che per quanto adesso possa sembrare impossibile, c’è una via d’uscita.

L’approfondimento di oggi vuole fornirti una guida per cominciare a superare questo problema.

Naturalmente questo articolo intende fornirti solo un incipit.

Il percorso che ti propongo oggi si suddivide in 4 step:

Fame Nervosa Rimedi: I 4 Step Utili

#1. Identifica i fattori scatenanti della fame nervosa

Il primo passo per affrontare il problema della fame emozionale, consiste nel capire quali sono i fattori che la scatenano.

Alcuni momenti per me scatenanti erano:

  • Quando ero annoiata ma piena di pensieri;
  • Quando ero stressata a scuola o all’università;
  • Quanto sgarravo da quella che era la mia dieta ideale;
  • Quando ero da sola ed ero certa di non dover vedere nessuno.

Facciamo un breve esercizio.

Ricordi qual è stata l’ultima volta che hai sentito il bisogno di mangiare senza controllo?

Prendi nota prima di continuare a leggere.

….. ….. …..

Fatto?

Prendere nota di questi momenti, per me è stata una grande rivelazione. Mi ha aiutato ad accettare il problema e cominciare a conoscerlo più da vicino.

Un primo passo verso il superamento del problema.

 fame nervosa rimedi

#2. Prova a capire perché la fame nervosa arriva proprio in ‘quelle’ situazioni

Alcuni fattori scatenanti delle mangiate nervose, sono senza dubbio comuni a molti mangiatori emozionali.

Tuttavia, è importante comprendere quali sono i collegamenti che la mente crea in ognuno di noi, portandoci a rispondere in un certo modo a determinate circostanze.

Per fare questo, prendi un calendario e colora di blu i giorni in cui ti accade di mangiare fuori controllo.

All’interno di ogni casellina, scrivi anche che cosa è successo quel giorno.

In questo modo, dopo sole poche settimane, ho ricavato un quadro d’insieme piuttosto completo relativo alla frequenza con cui le abbuffate si verificavano, oltre ad individuare un trend sulle emozioni/circostanze che puntualmente scatenavano il me questa reazione.

Prevedere quando le mie emozioni mi avrebbero teso la prossima trappola, mi ha consentito di pianificare delle alternative valide per fermare il fenomeno in tempo.

È il momento dunque del secondo esercizio:

Fai riferimento a fattori scatenanti individuati nello step 1.

Scegline qualcuno dalla lista e poniti la seguente domanda: perché penso al cibo quando questo accade?

Scrivi le risposte come vengono, senza pensarci troppo.

Non fermarti qui. Sfida le tue stesse risposte date al punto 3 domandandoti di nuovo: perché penso al cibo quando questo accade?

Dopo qualche tentativo ti ritroverai ad avere nuove risposte cui non avevi pensato prima.

Continua a chiederti perché fino a quando non raggiungi una risposta che ti soddisfa.

È molto probabile trovare la risposta in qualche accadimento passato, ad esempio la tua infanzia.

Qualcosa che, anche se lontano nel tempo, potrebbe spiegare perché stai agendo così oggi.

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#3. Separa l’azione del mangiare da queste situazioni  

Una volta individuato che cosa crea quella connessione tra emozione specifica (ad esempio noia) e l’atto di mangiare senza controllo, è arrivato il momento di spezzarla.

Come?

Cercando di capire come quella connessione è venuta a crearsi in primo luogo (fai riferimento all’esercizio dello step 2).

È evidente che questo legame ha cominciato a crearsi in un certo momento, nel tuo passato, quando la tua mente è stata condizionata a mangiare durante quella circostanza.

Riconoscere ed accettare che quel condizionamento è completamente disconnesso dalla realtà attuale.

Parla con persone che sai avere un’ottima relazione con il cibo e ascolta il loro punto di vista.

Il paragone con il tuo punto di vista ti aiuterà ad accettare che che quanto hai pensato fino ad all’ora sia del tutto falso.

Trova delle reazioni alternative per affrontare le stesse situazioni in modo diverso (ricordi? Grazie allo step 2 ora sai prevedere quando accadrà nuovamente).

Se prevedi che l’attacco si verificherà il lunedì, non appena sarai rientrato in casa dopo una lunga giornata, stanco morto, prenditi il weekend per fare piazza pulita di tutto il cibo spazzatura che hai in casa, e fai in modo che la sera del lunedì tu possa sbranare solo ed esclusivamente cibo salutare.

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#4. Se possibile risolvi una volta per tutte i fattori scatenanti della fame nervosa

Non è anomalo buttarsi sul cibo per far fronte a determinate situazioni cui non sappiamo come reagire.

In questo caso separare il fattore scatenante dalla reazione che ne consegue (la fame nervosa) può non essere sufficiente. In questi casi è necessario fare appello a tutte e proprie forze e affrontare il problema alla radice.

Ad esempio, nel mio caso, era apparso chiaro che una delle situazioni che mi portavano ad abbuffarmi era chiaramente lo stress.

Era chiaro che gestire lo stress era il problema chiave da risolvere.

Gli esami e le prove finali al liceo e all’università in particolare, mi mandavano in tilt.

Era come se improvvisamente non fossi più sicura di come sarebbero andate le cose e questa sensazione di non avere sotto controllo la situazione mi trasformava in una sorta di automa la cui unica risposta, quella più intuitiva, era riempire lo stomaco con tutto quello che poteva passarmi tra le mani.

Per prima cosa, ho deciso di imparare ad accettare l’idea che non tutto fosse sempre sotto il io completo controllo.

Mi sono detta e ripetuta che andava bene così, che lo stress era solo un’altra emozione, non molto diversa dal molte altre emozioni.

Ricordo di aver incollato alle pareti della mia stanza delle frasi di incoraggiamento, che potessero ricordarmi – nei momenti fatidici – che il cibo non era la risposta.

Le prime volte è stata dura, molto dura. Trattenermi dalla sensazione di correre in cucina e tuffarmi nel frigo.

Ma ricordo di essermi sorpresa della velocità con cui a quei fatidici faticosi minuti, fosse seguita un’immediata sensazione di stabilità e serenità che non avevo mai vissuto prima.

Nonché la soddisfazione di aver resistito e la piacevole consapevolezza che questa volta non avrei dovuto fare i conti con il senso di colpa.

Ero orgogliosa di me, e pronta a riaffrontare la sfida.

Facciamo allora un ultimo esercizio:

Scegli un fattore scatenante nella tua lista e pensa:

  • Alla ragione che ti spinge a buttarti sul cibo ogni volta che quel fattore si presenta;
  • A come andrai ad affrontare quella stessa circostanza la prossima volta che si verifica.

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Conclusione

Con molta probabilità sono diversi i fattori scatenati su cui ti troverai a dover lavorare.

E poiché la fame emozionale è spesso frutto di un condizionamento che affonda le sue radici nel tuo passato (anche molto lontano) potrebbe essere necessario un po’ di tempo prima di riuscire a svolgere gli esercizi che abbiamo menzionato in questa guida.

Ma va bene così, non c’è fretta.

Lavoraci con calma 😉

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Cecilia Sardeo

Cecilia Sardeo

Cecilia è imprenditrice online di successo sul mercato italiano e internazionale. Alcuni tra i suoi progetti più conosciuti in Italia sono Omnama.it, portale unico nel suo genere in Italia per la meditazione e la crescita personale e Ceciliasardeo.it. Tutti i suoi progetti sono volti ad un unico grande obiettivo: contribuire alla creazione di un mondo dove ciascuno può accedere agli strumenti necessari per investire in se stesso, a prescindere da status sociale, condizione economica, tipo di educazione. Cecilia è anche autrice di sBlogg@ti, best seller dedicato a chi desidera creare un blog e trasformarlo in una fonte di guadagno. Basato su una storia vera, la sua. Vieni a conoscerla su Facebook

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