Come Superare La Solitudine in 3 Passi

Come Superare la Solitudine

come superare la solitudine

 

La solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista. Bernardo Bertolucci

 

Ci sono momenti nella vita in cui anche mentre sei circondato di persone avverti un senso profondo di solitudine interiore.

Continui a svolgere le tue attività di routine ma senti quella sensazione di vuoto nel petto, o un grosso macigno nello stomaco.

Ormai la riconosci.

È il senso di solitudine e la percepisci chiaramente quando ti senti disconnesso dalla vita, da te stesso e dalle persone che hai intorno.

Come superare la solitudine quando sembra cosí profondamente radicata dentro?

Nonostante in questo momento ti sembra che poche cose abbiano un senso e sei pervaso da un senso di disperazione e tristezza, puoi guarirla, alleviarla e passo dopo passo tornare a vivere pienamente e al massimo della tua gioia.

Ci sono 3 passi preziosi e necessari da fare per riconnettersi con la vita in modo autentico:

 

#1 Prendere Consapevolezza

Non fare finta di niente. Scegli di portare la massima consapevolezza a quello che stai vivendo.

Porta l’attenzione a come si sente il tuo corpo, al vuoto che avverti nel petto e alla tensione nella gola, ascolta quel macigno che rende il tuo corpo pesante e contratto.

Quando permetti alla tristezza di essere ascoltata, hai appena fatto il primo passo per liberarla e lasciarla andare.

 

#2 Accettare

Non fuggire. Istintivamente molte persone sono portate a riempire i momenti di vuoto e solitudine con qualsiasi cosa li distragga. Magari dormi più del necessario, cerchi freneticamente di iniziare nuove relazioni, ti rifugi nella televisione, nelle uscite o in attività superficiali e con poco senso.

Certo ti terranno occupato e ti sembrerà in qualche modo connesso con la vita.

Ma nessuna di queste cose funziona veramente, almeno non profondamente e tantomeno nel lungo periodo. Sentirai la solitudine tornare nei momenti di vuoto, magari prima di dormire e nel tempo libero da altre attività.

Scegli di vivere questa emozione e ricorda che in quanto emozione, passerà. Non può essere diversamente.

Nel frattempo dedicati alle attività e alle persone davvero significative per te, trovando il tuo equilibrio.

Un altro modo in cui molti affrontano la sensazione di solitudine è quello di incolpare se stessi cercando incessantemente i propri errori, le cose che avrebbero potuto fare differentemente e quelle che hanno sbagliato.

Questo perchè speri che identificando cosa c’è di sbagliato in te, potrai correggerlo e allora il dolore se ne andrà. O almeno potrai dare un senso razionale a tutto questo.

Nella maggior parte dei casi questo peggiora le cose perchè ti porta ad entrare in un circolo senza fine di autocritica e pensieri negativi.

Calma la mente.

Potrai analizzare il perchè e il per come più tardi, ora non è importante.

Vivi l’emozione e trova il tuo equilibrio tra il sentire e il reagire.

 

#3 Praticare la Compassione

Ricorda a te stesso che non sei l’unico a sentirsi solo.

Sentirsi soli fa parte dell’esperienza umana, fa parte della vita e quasi tutti proviamo questa sensazione di tanto in tanto.

Cosa diresti ad un tuo amico che si sente cosí? Lo abbracceresti o lo incolperesti? Gli rivolgeresti parole di conforto o di critica?

Tratta te stesso come tratteresti il tuo miglior amico. Sii compassionevole. Guardati in prospettiva, senza giudicarti o condannarti.

E prenditi cura di te nei piccoli gesti di ogni giorno.

Trova conforto e supporto nelle persone care che hai nella tua vita. Fai un respiro profondo, prendi il telefono e racconta loro come ti senti, chiedi aiuto nella forma di cui hai più bisogno. A volte può bastare una parola, un abbraccio e un paio di chiacchiere.

Concedendo a te stesso di riconnetterti sinceramente con gli altri comincerai a sentirti emotivamente più forte e meno solo.

 

Per quanto ora ti possa sembrare strano la sensazione di solitudine porta con sè diversi vantaggi se esplorata e vissuta autenticamente.

Può essere un segnale cruciale per capire che è il momento di lasciare andare certe persone, certe relazioni o comportamenti del passato.

Ti sta sussurrando che è il momento di un rinnovamento, che hai bisogno di aria fresca e di qualcosa di diverso per stare davvero bene. Ascoltati e capirai di cosa.

La solitudine è spesso anche il segnale che precede un grande cambiamento nella tua vita. Diventane consapevole, accettala e dona a te stesso amore e compassione.

Perchè ricorda : “È dall’ora più buia della notte che prende origine l’alba

 

Hai mai vissuto un momento intenso di solitudine interiore?  Come l’hai affrontato?

Condividi nei commenti qui sotto la tua esperienza, potrebbe essere fonte di ispirazioni per qualcun’altro.

 

 

 

Omnama Team

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20 Commenti

  • Avatar Conny says:

     Anny trovo molto bella questa definizione “mi sento sempre sola perche’ non ho qualcuno che e’ testimone della mia vita giorno per giorno … e questo e’ deprimente al massimo”

  • Avatar Alda says:

    Buongiorno, il blog è un po’ vecchiotto, ma rispondere è necessario per capire, per riflettere. Si nasce e si muore da soli, l’amore può aiutare a placare questo vuoto, ma anzitutto bisogna aiutarsi a capire come autorigenerarsi, facendo ciò che più ci piace

  • Avatar Gianfranco says:

    Siete persone sensibili e buone,grazie di esistere.

  • Avatar Manuel says:

    Credo la solitudine si calmi e se ne vada solo con un abbraccio.
    Dedicarsi come scrive questo articolo ad attività distrae solamente. “Nel frattempo dedicati alle attività e alle persone davvero significative per te, trovando il tuo equilibrio.” Va bene, ti fa impegnare in cose, ma non trovi cosa sia la causa della solitudine. Nulla ha significato quando raggiungi la soglia di non muovere. Di voler restare nella posizione in cui sei perchè ogni cosa ha assunto lo stesso valore: nulla.
    Credo fondamentalmente sia una condizione che talune persone con una spiccata sensibilità provano e sentono in momenti della vita: come a me stasera.
    Provo la mancanza di poter respirare e una tensione non giustificabile. Una impotenza di fronte a un mondo apparentemente distratto e distante. Si, perché guardi tutto dalla parte opposta del cannocchiale.
    Ogni cosa vuota e inerme: compreso me. Mi guardo intorno in casa e nulla da gioia. Sono tutti ricordi, cose, come mille altre cose: alcune più importanti altre meno. Chiamare qualcuno per parlare non serve. Dopo cinque minuti di chiacchiere e filosofia ci si saluta e tutto ritorna come prima.
    Uno stato di calma piatta, di attesa per…o verso un segnale che possa muovere il corpo e, iniziare di nuovo tutto come prima; come se nulla fosse accaduto. E se davvero questo tempo non esistesse, sospeso. Una opportunità di capire me stesso.
    Allora scrivo. Scrivendo e come se leggessi un autore in cui mi ritrovo e mi sento meno solo. Meno isolato. Condivido con la parte razionale di me stesso una emozione.
    Le parole, traducono il senso di isolamento, di mancanza.
    Appunto non riempiono ma ascoltano e scrivono la storia che vivi. Adesso.
    Questo rende speciale tutto: la possibilità di vivere pienamente anche momenti tristi o soli. Fino a capire quale fortuna sia quella di vivere.

  • Avatar Salvatore says:

    Life coach,la più grande bufala del nuovo millennio. E quanti soldi che si fortino sulle spalle di poveri babbei.

  • Avatar Elisa says:

    Sono scoppiata a piangere nel bel mezzo della lettura. Ho sempre avuto questa profonda e radicata sensazione di solitudine dentro di me e in questo periodo è più forte che mai. Io sono circondata da tante persone e tanti amici e non c’è niente di peggio che sentirsi soli in mezzo a tanta gente. Sono sempre stata molto brava a capire gli altri, tutti vengono da me a chiedere consiglio o conforto. Dicono che sono davvero capace di ascoltare. Quindi ho sempre aiutato gli altri. Li ho sempre capiti. Ma non penso che qualcuno mi abbia mai capita. Ho provato alcune rare volte a confessare a qualcuno questo senso di vuoto ma nessuno ha mai capito. Mi guardavano in silenzio, quasi imbarazzati. Mi sento davvero di un altro mondo, un alieno, così diversa. Spesso mi chiedo “cosa c’è che non va? sono io o sono loro? Sono davvero così incomprensibile, così strana? Faccio paura forse?”. Davvero non lo so. Di certo mi sto abituando un po’ troppo a stare da sola e quando quelle rare volte ho a che fare con qualcuno intimamente, non so cosa fare, mi spaventa.

  • Avatar Ivan says:

    Ho letto questo articolo e mi sono messo a piangere parecchio. Poi ho visto nei commenti che non sono solo non sono l’unico a sentirmi così . Da qui l’idea di fondare una community ho un forum dove ci possiamo confrontare conoscere meglio. Una vera e propria community perché si sente solo l’ha ancora fatto nessuno… Come vi sembra come idea?

  • Avatar paola says:

    Ho perso mio marito, a dicembre 2014 , aveva 46 anni, ed ora mi ritrovo a crescere, da sola , il nostro bambino di soli 6 anni. Posso contare solo sull’affetto e la vicinanza di pochissime persone, i nostri amici…spariti… Tutte le belle parole dette durante il funerale, tipo “non vi lasceremo soli”…sono andate in fumo. Il dolore fa paura, ma, anche se c’è tanto individualismo ed egoismo, io credo ancora nell’amicizia.

  • Avatar cris says:

    Forse l’errore di fondo risiede nel fatto di cercare l’antidoto della propria solitudine negli altri rinunciando all’esplorazione autentica e costante di noi stessi. Non possiamo cercare di attenuare la solitudine che abbiamo, a mio modestissimo avviso, senza prima compiere lo sforzo di conoscerci. Che è impegnativo, d’accordo, e non dà certamente risultati nel breve periodo, ma rappresenta uno sforzo ineludibile per poter capire chi siamo e come possiamo darci agli altri. Se delegheremo agli altri il compito di guarire la nostra solitudine, specialmente se questi altri rappresenteranno solo un surrogato di compagnia e non una compagnia autentica, non attenueremo mai autenticamente tale dimensione in noi stessi. Ovviamente non è Vangelo quello che dico, solo una mia personalissima opinione e ringrazio questo sito di concedermi l’opportunità di esprimermi sull’argomento.

  • Avatar marina says:

    Sono come Anny, bello poter contare su un amico e chiedere aiuto ma quando ti rendi conto che hai sempre e solo ascoltato e quando è venuto il tuo turno nessuno ha tempo? A volte si urla in silenzio il proprio malessere. Io non ho più i genitori, non ho u compagno ( ho incontrato solo dei farabutti egoisti) e sul lavoro …stendiamo un velo pietoso. Ho chiesto aiuto ai farmaci per distendere i nervi e pkter dormire ma non basta. Facccio fatica a trattenere le lacrime . Non buttarsi in qualche attivita? Si…riconosco sarebbe un paliativo. Però non so come venirne fuori. È vero che ci si analizza chiedendosi in cosa si è sbagliato. Riconosco che non è giusto ma….ho bisogno di aiuto e non so doce rivolgermi e cosa fare.

  • Avatar Marco says:

    Effettivamente non è impossibile sconfiggere la solitudine. Questo articolo descrive un ottimo metodo per iniziare ad affrontare il problema, ma il più delle volte questo non è sufficiente.

  • Avatar Danilo says:

    Ciao Federico, per me (aspettiamo anche il parere di Diletta) credo che questa sia una grande opportunità. Capisco il tuo punto di vista e ti invito a guardare la situazione da un altra prospettiva. Per quanto tu gli voglia bene, l’errore di fondo è stato mettere al centro della TUA vita un altra persona. Lo considero un errore perchè gli attribuisci “responsabilità” che non dovrebbe avere. Ha la responsabilità di essere sempre presente e pazzamente innamorata. Ha la responsabilità di renderti felice ecc.. Naturalmente ti rendi conto che è difficile soddisfare sempre queste richieste…per il semplice motivo che la responsabilità del tuo stato d’animo è sempre e solo tua. Tu decidi come reagire agli eventi. Io in questa situazione ci vedo la possibilità di imparare ad amarti, a renderti felice (con o senza una relazione) a dedicarti al raggiungimento dei tuoi obiettivi, alla tua crescita personale, hai la possibilità di conoscere ragazze nuove e magari piu’ interessanti…è normalissimo avere delle “difficoltà” nella coppia, l’importante è la volontà di entrambi di superarle. Cerca di capire cosa hai fatto tu, affinchè lei si comporti così…In conclusione ti invito a guardare questa situazione come una sfida, che ti porterà a diventare una versione di te stesso migliore 🙂

  • Avatar Anny says:

    Sto attraversando un periodo piuttosto negativo ..e questo articolo rispecchia fedelmente il mio stato d’animo. Tuttavia, in un momento di grande solitudine interiore, dove anche le persone che ritieni “amiche” non le senti vicine come figure affettive e le uniche persone veramente care che ho sono i miei genitori anziani e malaticci, In un momento in cui mi guardo intorno e vedo che tutte le altre persone hanno comunque delle figure affettive di riferimento (compagno/a, figlio, fratello, zio, nipote etc.etc.) ed io no.. trovo strano che come consiglio ci venga detto di “trovare conforto nelle persone care” … Ma se uno si sente solo non sente neanche la vicinanza di qualcuno … anche se come nel mio caso, conosco un sacco di persone e sono sempre molto impegnata … ma poi alla fine mi sento sempre sola perche’ non ho qualcuno che e’ testimone della mia vita giorno per giorno … e questo e’ deprimente al massimo

  • Avatar federico says:

    ciao a tutti..sono un ragazzo di 26 anni che sta attraversando un periodo molto difficile della mia vita..dopo 6 anni di fidanzamento con la mia ragazza stiamo attraversando un periodo di crisi io sono sempre innamorato di lei mentre lei invece almeno per ora non sente più questo amore e si è molto allontanata da me nonostante continuiamo a vederci.. è diventata fredda sono sempre io a cercarla per primo ecc..sono già passati quasi 4 mesi e io continuo sempre ad aspettarla continuo sempre a sperare che si sistemi tutto come prima..durante questo periodo però io sto male come un cane..mi sono accorto di aver messo lei al centro di tutto e ora che si è un po allontanata sono totalmente crollato..fatico a lavorare mi sveglio triste e sto con un senso di vuoto per tutto il giorno..lei questo non lo sa..perchè continuiamo a vederci e quando ci vediamo ammetto che sto bene anzi stiamo bene però la vedo che è differente..continuiamo anche a sentirci ma vedo chiaramente che in lei non c’è più l’amore di prima e vederla spesso distante mi uccide dentro.. non so come fare..sono un ragazzo che ha sempre avuto le cosiddette “palle” ma in questo caso proprio non riesco a reagire.

  • Avatar Rei says:

    Credo di riuscire a fare (e di riuscire anche ad “essere”) in tutti e tre i passaggi.
    Ma quando questa “sensazione” oltre a essere ricorrente a seguito degli eventi e, soprattutto, parte della mia vita dalla nascita (per una serie di eventi accaduti)……come fare?
    Lascio che sia……accolgo…..cerco addirittura di nutrirmi per cogliere l’insegnamento ma…..rimane comunque difficile rimanere nel punto in modo positivo soprattutto quando la sensibilità è alta e la capacità di avere sentimenti molto profondi anche.
    Dopo anni, anzi decenni, in questo modo ora sto provando le piante officinali Ayurvediche confidando che in qualche modo possano aiutarmi a modificare “un’abitudine” e sostenere il famoso “cambiamento”, anche se la “fiducia” comincia a scarseggiare considerando gli innumerevoli ormai cambiamenti fatti.
    Luce

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